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IBCPC Participatory Dragon Boat Festival 2026 di Aix-Les-Bans. Patron (FI): “L’esempio di coraggio e di determinazione fornito dalle donne che hanno affrontato un tumore al seno insegna a tutti noi a

24 set
Tempo di lettura: 4 min

Venezia, 25 settembre 2026 - Un centinaio di atlete venete, su trecento italiane, ha partecipato al Festival mondiale IBCPC di Aix-les-Bains, in Francia, che dal 24 al 30 agosto 2026 ha riunito circa 4.500 Breast Cancer Paddlers (un movimento globale di donne e uomini sopravvissuti al cancro al seno che praticano il dragon boat per migliorare il benessere fisico e psicologico) provenienti da 25 Paesi.


Il Veneto era rappresentato da otto squadre, espressione di un movimento ormai radicato in gran parte della regione. Sul piano sportivo, spiccano la medaglia d’argento del Trifoglio Rosa di Mestre nei 200 metri, seconda tra 156 equipaggi, e l’ottavo posto di UGO di Padova nei 1000 metri, su 153 equipaggi.


Il consigliere regionale Mirko Patron (Forza Italia) ha sottolineato che “per una settimana, sport, salute, amicizia e condivisione si sono intrecciati in un'esperienza internazionale unica. Mi ha colpito la determinazione, la voglia di stare assieme e di non mollare mai di queste donne. Anche nei momenti difficili, il loro esempio ci insegna a non arrendersi, mai. Conta soprattutto la voglia di fare squadra e lo spirito di collaborazione. Il vero significato del Festival è aver permesso a tante donne di incontrarsi, di riconoscersi e di condividere una storia comune.”


L’Assessore regionale Elisa Venturini ha portato i saluti della Regione del Veneto, e ha ringraziato “in particolare le donne dell’associazione UGO per la loro grande capacità di coinvolgimento e di tessere una rete tra donne operate al seno. Proprio le donne sono le vere protagoniste, sono le autentiche vincitrici, perché hanno sempre avuto la forza di rialzarsi. Oggi celebriamo un inno alla vita. La malattia ha donato a queste donne l’esperienza di comunità, di condivisione, di stare assieme: questo è il messaggio positivo che va trasmesso. E noi siamo orgogliosi di loro e dell’esempio che queste donne incarnano.”


Valeria Mazzucato, Presidente dell’associazione ‘UGO’ di Padova, ha raccontato “l’esperienza maturata in Francia dal 24 al 30 agosto 2026. Condivido oggi l’emozione provata in quei giorni. Il Festival Mondiale delle Donne in Rosa non è semplicemente una gara di dragon boat, ma è importante in quanto riunisce donne, provenienti da tutto il mondo, che hanno combattuto il tumore al seno e che poi hanno deciso di riappropriarsi delle loro vite. Donne unite da storie condivise, da amicizie, dalla convinzione di non essere sole, da uno spirito di coraggio e dalla voglia di far conoscere il dragon boat come attività sportiva di riabilitazione psicofisica per le donne operate al seno. Donne che vogliono vivere nuovi sogni. Certo, i risultati sportivi contano, come l’argento conseguito dal Trifoglio Rosa, ma il vero obiettivo è aver visto cento donne tornare dalla Francia animate da un nuovo spirito e da nuovi sogni.”


Raffaella Busetto, atleta del Trifoglio Rosa di Mestre, ha ricordato che “dal 2020, siamo un’associazione di promozione sociale: sosteniamo le donne che si avvicinano al dragon boat, facciamo informazione e prevenzione. Purtroppo, si è abbassata molto l’età delle donne colpite dal tumore al seno. Ma in loro noto un grande spirito di rivalsa, di non essere sole, di fare squadra. E, quando impugniamo la pagaia, non ce n’è per nessuno…Il nostro successo è stato comunque inaspettato, ma ha premiato la dedizione e la determinazione profusi negli allenamenti. Il dragon boat deve diventare una disciplina riconosciuta come attività riabilitativa per le donne che incontrano il tumore al seno.”


“Siamo una squadra giovane e, oltre alle donne operate al seno, ci avvaliamo di diverse supporters – ha detto Monica Braga, atleta della Pink Fire LILT di Venezia – Oltre alla naturale competizione sportiva, ho apprezzato il fatto che il festival francese è stato molto inclusivo e ricco di piacevoli eventi collaterali. E mi piace sottolineare che le donne in rosa, al di là delle rispettive bandiere, si aiutano tra loro, fanno rete. Noi donne abbiamo il diritto di nutrire i nostri sogni e di cercare di raggiungerli.”


“Il Festival ci ha unite tutte, eravamo veramente tutte sulla stessa barca – ha evidenziato Francesca Baldi, Presidente delle Pink Lioness in Venice – Si è creata una rete meravigliosa tra donne, grazie al dragon boat, tutte unite dalla voglia di esserci.”


“Il Festival è stata un’esperienza che posso riassumere in queste parole: forza, coraggio e fiducia in sé stessi – ha affermato Valeria Tagliaferro, Presidente della Pink Darsena del Garda – Vogliamo voler bene ai noi stesse, attraverso la prevenzione e l’adozione di sani stili di vita. Nel 2019, abbiamo costituito la squadra di dragon boat e oggi siamo circa sessanta donne e siamo diventate un’associazione del Terzo settore, impegnata soprattutto nella prevenzione.”


“Vogliamo essere di esempio per le donne che sono state operate al seno, infondendo in loro forza e coraggio.”, ha detto Manuela Negrello, capitana delle Brentane di Vicenza.


Il significato della partecipazione al Festival francese va oltre medaglie e classifiche. Il Dragon Boat rappresenta per le donne che hanno affrontato un tumore al seno uno strumento di recupero fisico, benessere psicologico, socializzazione e condivisione. L’esperienza internazionale di Aix-les-Bains ha rafforzato il senso di appartenenza a una comunità e il valore della collaborazione tra realtà diverse.


La presenza di una significativa rappresentanza di atlete venete conferma la consistenza della rete regionale, composta da associazioni, società sportive, volontari, professionisti sanitari e istituzioni. Una rete che, dopo l’esperienza francese, punta a consolidarsi ulteriormente per diffondere il Dragon Boat e renderlo accessibile a un numero sempre maggiore di donne durante e dopo il percorso oncologico.


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